Settimanale di propaganda riformista

numero 107 del 11 giugno 2013

Le bombe intelligenti

Armi di riformismo di massa

Effetto Referendum

martedì 20 settembre 2011. Categoria: Le bombe intelligenti, Autore: Lucandrea Massaro

Effetto Referendum

Siamo a meno di dieci giorni dalla consegna in Cassazione delle firme per il Referendum abrogativo del Porcellum, una cosa è emersa chiaramente: la gente vuole partecipare, il popolo italiano ha chiaramente in testa che l'attuale legge è drammaticamente perversa. Distorsiva verso l'alto (premio senza "quorum") e verso il basso (sbarramento),  impossibilitata a rendere il legame naturale tra elettorato e parlamentari visibile, anzi, questo legame reciso. La gente ha intuito questo: il PD no.

La cosa che emerge nel PD è invece il suo comportamento schizofrenico: incapacità di ascoltare la base (l'orecchio a terra non sembra funzionare) , incapacità di intercettare eventuali voti  in uscita (anche il cestino per le mele forse è bucato), ennesima sottovalutazione del fronte referendario. Non dimentichiamo infatti che anche lo scorso giro il PD è entrato in gioco solo alla fine e su almeno due dei quesiti con molte contraddizioni interne, alcune tra l'altro condivisibili come quelli su nucleare e remunerabilità degli investimenti sull'acqua. Se nel 2012 o 2013 si vincerà sarà per lo più per l'abbandono dell'avversario, oltre che per il rientro in gioco di SEL.

Ad oggi non si sa se si arriverà alla meta, i dati di raccolta sono buoni, i banchetti e i comuni della Penisola presi d'assalto, lo sforzo organizzativo da parte del Comitato Referendario è enorme con decine di migliaia di moduli che viaggiano da nord a sud per far fronte ad una richiesta che in primis viene dalla base del PD, una base che, ignara o non curante delle decisioni del vertice, ha deciso di tirar fuori tavolini, sedie e megafono e raccogliere le firme, prima dei "ni", e soprattutto ben prima che molti big facessero il loro timido o intempestivo endorsement. L'appoggio stavolta (l'ennesima?) viene dato per non perdere la faccia più che per mettercela e guidare un processo di riscossa, questo sì necessario per dare la volata ad una coalizione che deve ancora capire cosa fare e soprattutto con chi.

Non possiamo non riconoscere ad Arturo Parisi la lucidità  e il coraggio tanto nella scelta del tema - gli ultimi precedenti sui referendum sulle leggi elettorali non erano rosei -  quanto sulla scommessa dei tempi: un referendum in sei-sette settimane con agosto di mezzo è cosa da folli. O da sardi tignosi, ed è forse il motivo per cui - anche con Mario Segni - è partito questo "secondo tempo" di quel referendum del '93 (voluto dai due) che al Mattarellum aprì la strada. Ma a questa avventura doveva accodarsi - o ancora meglio la doveva guidare - da subito Bersani, non fosse altro per testare la macchina del partito e dimostrarne la superiorità rispetto ad una agguerrita IdV (che su questo terreno dimostra una capacità superiore alle aspettative), o per aprire il dibattito pubblico sulla legge elettorale "magiara" che vuole portare in parlamento (sicuramente meno indigesta per molti del Mattarellum e dunque votabile), o per dare un nuovo schiaffo alla maggioranza, dopo amministrative e referendum. Assecondare la base è populismo, guidare e incanalarne le aspettative è leadership.

Lucandrea Massaro

Lucandrea Massaro. Giornalista professionista dal 2010, laurea in storia, specializzazione in scienze delle religioni presso Roma Tre. Dal 2005 collabora con la divisione radiofonia della Rai. Scrive di politica e cultura sul settimanale online Gazebos.

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