Settimanale di propaganda riformista
numero 108 del 18 giugno 2013A conti fatti
Quando le opinioni sono numeri
Cosa si può fare per tornare a scegliere?

Molti di noi, tra quanti coinvolti agli inizi di Agosto 2011 nella raccolta delle firme per i quesiti referendari promossi da Andrea Morrone e Arturo Parisi per cancellare o correggere la legge 270/2005 ("Porcellum"), abbiamo pensato che sarebbe stato molto difficile raggiungere le 500000 firme richieste, in meno di un mese di reale operatività. Nonostante questo, in tanti ci siamo comunque impegnati al massimo in tutte le regioni d'Italia perché sapevamo di dare spazio ad una domanda fortissima di democrazia.
Oggi quella richiesta di oltre 500 000 cittadini italiani che alla fine di Settembre 2011 hanno consegnato alla Cassazione oltre 1 200 000 firme è in campo con tutta la sua forza e attualità. E nessuno può ignorarla, anche se la Corte Costituzionale, nel pieno delle sue prerogative, non ha ammesso i quesiti proposti.
Ma c'è un'altra richiesta, forse meno recente, ma senza dubbio di una forza e determinazione di gran lunga più importante. Una forza che solo dei politici miopi e irresponsabili hanno potuto calpestare e ignorare nel Novembre del 2005 cambiando la legge elettorale e sostituendola a pochi mesi dalle elezioni politiche del 2006 con la Legge 270/2005. È la forza di oltre 24 milioni di italiani che il 18 Aprile del 1993 hanno scelto di introdurre nella società italiana un sistema istituzionale più competitivo ed efficace scegliendo direttamente i propri rappresentanti in collegi uninominali in un contesto di tipo maggioritario.
Quella scelta era la naturale evoluzione dei referendum lanciati da Mario Segni che avevano introdotto la preferenza unica già in un contesto proporzionale insieme all'elezione diretta dei sindaci. Ed ancora il 18 Aprile del 1999 oltre 22 milioni di italiani hanno chiesto l'eliminazione della quota proporzionale in un altro appuntamento referendario. Questa volta il quorum venne mancato per pochissimo, anche grazie al solito uso strumentale dell'astensione, ma anche all'inserimento nel quorum, in modo scorretto e vigliacco, delle liste degli italiani all'estero, vergognosamente lasciate gonfiate di zombi.
I cittadini italiani non possono e non vogliono accettare che la volontà popolare come espressa con tanta determinazione e chiarezza nel 1993 e nel 1999, da decine di milioni di persone, sia stata impunemente calpestata, dopo appena sei anni, da piccole oligarchie di politici di professione che abitano nel Parlamento italiano da decenni, portando, come possiamo drammaticamente sperimentare oggi, anche alla rovina economica dello Stato italiano.
Quindi, oggi più che mai, sono, comunque e sempre, in campo tutte le decine di milioni di quegli stessi cittadini italiani che nel 1993 e nel 1999 hanno chiesto un nuovo sistema istituzionale coerente e altamente competitivo basato su schieramenti bipolari che ha le fondamenta su una Legge Elettorale di tipo Uninominale e Maggioritaria, senza nessuna quota proporzionale, come oltre 22 milioni di italiani hanno chiesto, senza successo, nel 1999.
Quindi un sistema istituzionale alla base del quale ci siano elementi chiari ed espliciti che possono essere riassunti con: "scelgo io il mio rappresentante", "scelgo io la maggioranza di governo che guida il paese nei prossimi cinque anni", "scelgo io la guida della maggioranza", "voglio una maggioranza in grado di governare e durare per una intera legislatura".
E nel Settembre del 2011 quella voglia di scegliere i propri rappresentanti e la maggioranza di governo, senza intermediazioni di piccole oligarchie politiche autoreferenziali, è stata confermata una volta di più con 1 200 000 firme raccolte in appena 20 giorni operativi.
Un altro segnale fortissimo quindi.
Un percorso che parte quindi dal 1993, passa per il 1999, prosegue con il referendum Segni-Guzzetta del 2009 ed arriva a Settembre 2011 con 1 200 000 firme raccolte in venti giorni.
I cittadini italiani ci sono e non hanno intenzione di delegare a nessuno il futuro della loro Nazione.
Dopo le motivazioni della sentenza della Consulta sui quesiti del Referendum Morrone-Parisi, non possiamo non domandarci che cosa possiamo, o meglio dobbiamo fare, come cittadini, espropriati del fondamentale diritto di scegliere i propri rappresentanti nella massima Assemblea Legislativa nazionale.
O forse dovremmo accettare che a decidere una nuova legge elettorale sia ancora parte chi, come Pierferdinando Casini, per di più in un ruolo istituzionale di garanzia ha proposto, suggerito, pilotato e calendarizzato la più impopolare legge degli ultimi 50 anni?
Per di più una legge che è il fondamento della democrazia.
Questo non possiamo più accettarlo. Non possiamo accettare che una volta di più gli interessi miopi di una oligarchia, totalmente squalificata dalla irresponsabilità con cui ha cancellato la volontà degli elettori per eleggere un Parlamento di nominati e finire poi per portare quasi alla bancarotta lo Stato, stia ancora manovrando per pilotare una legge elettorale che riproponga una gestione inefficiente della cosa pubblica, basata su un impianto di tipo proporzionale.
Come cittadini italiani, veri sovrani unici di questa Nazione, abbiamo davanti tre possibili percorsi:
- Promuovere una pressione costante sul Parlamento dei nominati perché approvi entro Giugno 2012 una nuova legge elettorale rispettosa del voto di decine di milioni di italiani, in chiave Uninominale pura e Maggioritaria;
- Promuovere la raccolta di firme per una Legge Elettorale di iniziativa Popolare in chiave Uninominale pura e Maggioritaria secondo quanto votato nel 1993 e nel 1999;
- Promuovere pressione costante perché il Parlamento avvii immediatamente un percorso costituzionale che possa portare alla definizione di un referendum di tipo propositivo perché le leggi elettorali in futuro possano essere modificate solo tramite una consultazione popolare propositiva e mai più nessuna oligarchia irresponsabile possa, in funzione dei propri interessi di parte, modificare quanto deciso dal popolo italiano.
Se questo Parlamento vorrà avere un sussulto di dignità per rendere un servizio generoso al popolo italiano avrà nei prossimi mesi l'ultima opportunità per dimostrare di essere all'altezza del compito al quale sono stati chiamati dalla volontà di pochi capi-partito. Non è una occasione da poco. Vogliamo sperare che la sappia cogliere avviando immediatamente un percorso per una riforma in chiave Uninominale e Maggioritaria, una ridefinizione completa dell'impianto istituzionale coerente con la nuova legge elettorale e al tempo stesso avviare il percorso costituzionale per l'introduzione di un referendum confermativo per una futura convalida popolare.
Ma fidarsi dell'attuale classe politica è ormai impossibile e pertanto ai cittadini sovrani resta il compito irrinunciabile di promuovere, nello stesso tempo, il percorso della Legge di Iniziativa Popolare con la ferma volontà, una volta raccolte le firme necessarie di vederla portare alla votazione del Parlamento entro Giugno 2012.
Nessuno si illuda comunque di aggirare in qualsiasi modo questa fortissima volontà popolare.
Farebbe un grossissimo errore.

Antonio Dainelli. Laureato in Fisica, lavora presso l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Tra i fondatori in Veneto dell'Associazione per il PD. Coordinatore provinciale di Referendum Istituzionali (Segni) e su Legge Elettorale (Guzzetta-Segni). Tra i promotori su Twitter e FaceBook di @Uninominale.
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