Settimanale di propaganda riformista

numero 108 del 18 giugno 2013

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Interni ed esteri

martedì 10 luglio 2012. Categoria: Visti da qui, Autore: Danilo Di Matteo

Interni ed esteri

Siamo al cospetto di una situazione strana, quasi un vero rompicapo. Da un lato le turbolenze del mondo, dalla Siria all'Egitto alla Nigeria e altrove; dall'altro una crisi profonda dell'Occidente. Il globo è sempre più piccolo e interdipendente, le distanze paiono ridursi ogni giorno, e nel contempo, presi come siamo dalle nostre incertezze, non manca un senso di estraneità per ciò che avviene "lontano".

In realtà i nodi sono quasi sempre gli stessi, o almeno assai simili, anche se declinati in forme e contesti profondamente differenti: il benessere, la coesione sociale, il confronto fra etnie, fedi e culture, le aspirazioni nazionali e così via. È come se fossimo consapevoli di vivere in un unico villaggio senza però riuscire a tradurre ciò in un pieno coinvolgimento nei confronti delle vicende che si svolgono in casa altrui.

E non siamo distanti dal paradosso. Un tempo la politica interna appassionava; appassionava tanto anche quella estera. Oggi tutta la politica è a suo modo "interna", o, se preferiamo, "internazionale". Eppure ci sentiamo lontani da entrambe le dimensioni, salvo subirne in maniera talora tragica le conseguenze.

Il centrosinistra mondiale conosce i suoi sommovimenti: si intravedono già le elezioni americane, ed è in gioco fra l'altro la capacità di Obama di continuare a fungere da faro del campo democratico globale. Non mancano i fermenti fra le forze social-laburiste europee. Ma ciò sembra riguardare l'aspetto "macro". Già, perché il "micro" è popolato quasi esclusivamente da incertezze, dubbi, timori, drammi, per lo più vissuti individualmente.

Ecco: da un lato gli scenari interni e internazionali paiono sempre più intrecciati, dall'altro percepiamo i problemi soprattutto come singoli, in solitudine. Una solitudine prossima all'isolamento. Finora si è insistito sui due volti dei processi in atto: il "globale" e il "locale". Ve n'è un terzo: quello della solitudine-isolamento, appunto.

Anche con esso, credo, dovrà confrontarsi presto la politica, se vorrà ritrovare motivazioni e senso. Un tempo non mancavano gli shock petroliferi, i Vietnam, le "stagflazioni"; oggi, all'epoca dell'estensione quasi senza confini dei nostri sensi consentita dalla tecnica, siamo attraversati soprattutto da "Vietnam interiori", riflessi e specchi di un mondo complesso.

Danilo Di Matteo

Danilo Di Matteo. Psichiatra e psicoterapeuta con la passione per la politica e la filosofia. Si iscrisse alla Fgci pensando che il Pci fosse già socialdemocratico, rimanendo poi sempre eretico e allineato. Collabora con la Federazione delle chiese evangeliche. Scrive su diversi periodici.

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