Settimanale di propaganda riformista

numero 104 del 22 maggio 2013

Le bombe intelligenti

Armi di riformismo di massa

Spending review e comunità di destino

martedì 7 agosto 2012. Categoria: Le bombe intelligenti, Autore: Antonio Preiti

Spending review e comunità di destino

Quando c'è un terremoto, si cerca la faglia: il punto esatto dove la terra si divide e rompe la sua continuità.

Il terremoto finanziario, innescato dal crack delle grandi imprese finanziarie e subito trasferito (e con quale non chalance) sul debito pubblico, ha bisogno ancora che sia individuata la faglia. E la sua risposta politica.

Di fronte a uno scenario che mette in discussione la società che abbiamo davanti, la nostra e, in genere quelle europee, ancora la faglia non è chiara. Il modo antico di guardare alle soluzioni, riportandole di volta in volta allo schema di destra o di sinistra, appare insufficiente: questo terremoto non permette una risposta di sinistra, nel senso cui siamo abituati a considerarla; non ne permette neppure una di destra, sempre nel senso tradizionale cui siamo abituati a considerarla. Se per di più la collochiamo nella contrapposizione pro o contro Berlusconi, immediatamente ci ritroveremmo nello 'strapaese', nel misto di provincialismo, futilità, furbizia, che ci porterebbe direttamente dentro la faglia, non fuori.

E' evidente, anche a chi non ne trae tutte le conseguenze, che a questa crisi così strutturale, profonda, radicale, non servano escamotage di qualche genere. Abbiamo un welfare che, così com'è organizzato oggi, non regge al suo peso finanziario; abbiamo incrostazioni pubbliche che non promettono l'agilità di cui il sistema economico ha bisogno; se Facebook in otto anni arriva a valere da 0 a 100 miliardi di dollari, con il nostro sistema in otto anni, tra procedure autorizzative varie, non riusciamo neppure a costruire una scuola. Si può rispondere a questo senza un ripensamento di tutto il sistema italiano, nel mentre lo si cambia? Si può uscire dalla trappola, senza ripensare gli stessi concetti di destra e di sinistra? Lasciando immutata, a destra e a sinistra, la stessa classe dirigente politica e manageriale?

C'è la possibilità di riportare l'idea di sinistra a qualcosa che assomigli al motore del cambiamento e non alla difesa dello status quo? Ma, di là da ciò che oggi può e deve essere inteso come sinistra, c'è un Paese pronto, con grande apertura mentale, con coraggio, con un radicale pensiero di quale debba essere oggi il ruolo pubblico, a farsi motore di un cambiamento che non giochi semplicemente a farne pagare il prezzo ai ceti più lontani dai propri?  C'è una comunità che è pronta a farsi comunità di destino, nel senso di occuparsi davvero del futuro del Paese nella sua interezza? Dell'agenda Italia? Se la spending review e le altre iniziative del governo non sono inserite e non comprendono questa grande necessità, restano provvedimenti visti come congiunturali, d'emergenza, occasionali, quando invece possono essere la scintilla del grande fuoco del cambiamento, di cui il futuro italiano ha bisogno.

Spending review non è il provvedimento che semplicemente fa risparmiare, ma è l'orientamento per rendere più efficiente il paese; anzi più si nutrirà della valutazione di merito di strutture e persone, avrà più senso ancora. Dalla carità di patria alla severità di patria. La faglia aperta dalla crisi fiscale dello stato ci costringe a cambiare occhiali, idee e comportamenti e non serve a nulla riportarci alle ricette del passato. Le faglie cambiano il terreno per sempre.

Antonio Preiti

Antonio Preiti. Economista. Direttore ricerca Censis. Laurea in Scienze Economiche, Master in Economia dello Sviluppo. E' stato direttore APT Firenze e Rel. internazionali Comune Firenze; docente Luiss Management; consulente Ministero Economia. Giornalista pubblicista.

leggi tutti gli articoli di Antonio Preiti