Se un milione di persone crede in una cosa idiota, quella cosa non cessa di essere idiota.
Settimanale di propaganda riformista
numero 103 del 14 maggio 2013
Marco Campione. Socio e fondatore di Noveris Srl, si occupa di politiche formative. Ha scritto di politica scolastica su Europa e su alcune riviste on line del settore; è anche nella redazione de IMille. In segreteria del Pd lombardo, ha la responsabilità del settore Scuola e Università. Il suo blog è Champ's Version. Twitter: @marcocampione

Non separate premiership e leadership
Tra i principi fondanti il PD ce n'è uno che viene messo in discussione proprio in queste ore: la coincidenza tra premiership e leadership. Sarebbe "un segnale di chiusura e di rassegnazione all'idea dei governi deboli, di coalizione".

Il PD non è il PDS (e scoccia ribadirlo)
Su qdR abbiamo scritto tante volte dei due mali che hanno afflitto il gruppo dirigente del PD bersaniano: il terrore di chiunque si agitasse alla sua sinistra e la riscoperta, dopo la felice parentesi veltroniana, dell'antiberlusconismo militante. Le vicende degli ultimi giorni hanno reso evidente quanto fosse potenzialmente distruttiva quell'impostazione.

Quale governo in un paese senza leadership?
Le formule non contano. Governo del cambiamento, governo del Presidente, governo istituzionale, governo di scopo… che tipo di governo sarà (se sarà) dipende da ciò che farà, non da come si chiamerà.

Due buone ragioni per scegliere Ambrosoli
Ambrosoli è il più adatto a coniugare la necessaria cesura netta con il passato formigoniano con la garanzia che questa avverrà senza scatenare i peggiori istinti di rivincita.

La forza di Bersani sarà la sua debolezza
Bersani ha regalato agli altri candidati gran parte del voto più libero dai vincoli e dalle appartenenze. Questo ha premiato Renzi al nord e ha guardato a Vendola al sud come nei grandi centri urbani.

Lombardia: primarie vere e civiche
Per scardinare il modello di governance esistente e dare ai lombardi il cambiamento che chiedono non è possibile passare da un accordo di potere tra nomenclature. Né - tanto meno - da un accordo tra le segreterie romane di Pd e Udc.

Lombardia: patto civico o Vasto?
Il "patto civico" rappresenta, nelle intenzioni, la volontà di porsi al servizio di un progetto più grande. Ma la strategia rischia di essere vanificata qualora il PD non mantenesse un profilo coerente.

Quel "sinistro" pregiudizio sui docenti italiani
Poiché nessuna riforma è possibile a prescindere dai docenti, è importante sgombrare il campo dai pregiudizi di cui sono vittime. Uno dei più radicati è che siano refrattari al cambiamento.

Serviva un congresso
Ora possiamo dircelo: sarebbe stato meglio un congresso. Noi di qdR lo abbiamo chiesto già lo scorso anno e con più forza a maggio, argomentando che non si poteva tenere insieme ciò che insieme non può stare: Monti e il contrario di Monti.

Se il Pd dimentica l’autonomia scolastica
Nella Carta d'intenti del Pd l'autonomia scolastica è considerata figlia di "un quindicennio di riforme inconcludenti e contraddittorie"; inaccettabile.

Perché continuare a scommettere sul Pd
Noi di qdR "Siamo democratici e scommettiamo sul Pd, siamo riformisti perché siamo liberali". Per noi il manifesto di Fermare il declino è una conferma che qualcosa non sta funzionando nella nostra scommessa.

Di Pietro? No grazie
Evidentemente tra Quirinale e Procura c'è difformità interpretativa. Nel nostro ordinamento per casi come questi c'è un solo modo per risolvere la questione: sentire cosa ne pensa la Corte Costituzionale.

Caro Pd, non perdere tempo con i cani di Pavlov
Cari amici e compagni, non trovate tutto questo stancante? Tutte queste energie sprecate a rincorrere: non sarebbe più utile e gratificante cominciare a farsi rincorrere? Dire una volta per tutte ai agli italiani che noi la scuola (come il paese) vogliamo cambiarla veramente.

Buon compleanno, Presidente!
Sul piano politico i benefici portati dall'opera di Napolitano sono forse meno evidenti, perché indiretti. Ma altrettanto significativi. In particolare, per quel che riguarda il Pd, ha posto le condizioni perché riscoprisse la missione per la quale è nato.

Non c’è equità senza merito
La bozza di decreto sul merito è stata investita da un fuoco (amico) preventivo. Una reazione così sproporzionata da cosa può essere causata? Spero non da un male inteso egualitarismo, che vede nel merito il nemico da abbattere; in particolare nella scuola, dalla quale qualsiasi forma di comparazione deve essere esclusa.

