Retail: che cosa vuol dire?

Quando si parla di retail il concetto rimanda alla vendita di beni o servizi di tipo B2C (business to consumer), ossia da un’azienda al consumatore finale, con l’intenzione di un utilizzo proprio o per la famiglia.

Cosa significa retail e quali sono le caratteristiche

La traduzione italianizzata di retail è vendita al dettaglio e rappresenta l’ultimo passaggio della catena della distribuzione. Dapprima si ha un commercio all’ingrosso coinvolgendo il produttore, il distributore, il grossista e l’esercente, poi quest’ultimo vende direttamente al cliente finale. I supermercati, ad esempio, sono i retailer che vendono al consumatore i singoli beni in quantità idonea all’uso personale.

Con il termine retail si fa riferimento alla vendita gestita dal commerciante al dettaglio, inteso come colui il quale è specializzato nella vendita B2C.

Solitamente è facile collegare il significato della parola a supermercati, farmacie, ferramenta, negozi di abbigliamento o di elettronica, ma in realtà il concetto lo si può tranquillamente estendere anche a chi fornisce servizi, alberghi, ristoranti, lavanderie, barbieri, sartorie.

Per chiarire ulteriormente il significato di retail non deve confondere nemmeno l’e-commerce, il quale rientra a pieno titolo nella categoria se le aziende vendono direttamente ai consumatori finali. Infatti oggi il concetto di retail deve staccarsi dall’idea di uno spazio fisico in cui si consuma una compravendita, orientandosi, di fatto, sulla vendita in sè, indipendentemente da dove questa viene portata a termine.

Come è cambiata la vendita retail B2C?

Se pensiamo a diversi anni or sono, era molto usuale la vendita porta a porta o mediante bancarelle al mercato. In questo modo il venditore si recava direttamente nei pressi del possibile acquirente, favorendo i suoi consumi e la soddisfazione dei bisogni. Così facendo, anche chi viveva in località poco comode da raggiungere a livello logistico poteva acquistare beni e servizi per rispondere alle sue necessità.

La vendita verso il cliente finale e il concetto di mercato, accompagnano la storia dell’uomo fin dai tempi antichissimi e basti pensare ai Greci o ai Romani. Col tempo iniziarono a formarsi i primi negozi specializzati nella vendita di un solo genere di prodotti. La vendita al dettaglio (retail) trova dunque ampia affermazione.

Avvicinandoci all’era moderna si svilupparono i cosiddetti grandi magazzini, ovvero un luogo in cui era possibile, per il consumatore, trovare diversi prodotti che potessero soddisfare le sue esigenze. L’inizio del processo fu in America, poi a Londra, Parigi e nelle più grandi città. Oggi si ha la massiccia diffusione dei centri commerciali che altro non sono che un luogo in cui sono raggruppati più punti vendita retail di beni e prodotti diversi, ma sempre orientati alla clientela consumer.

Ci sono negozi aperti sempre, 24 ore su 24 oppure distributori automatici che operano ininterrottamente verso un target clienti retail.

A cambiare sono anche le strategie di marketing delle aziende che hanno a che fare con i prodotti destinati al commercio retail. Mutano in continuazione le strategie di branding e c’è una ricerca spasmodica della soddisfazione del cliente attraverso un reperimento delle informazioni necessarie per comprendere meglio le esigenze e le attese dei consumatori.

Una tecnica strategica rilevante per le imprese vuole considerare la cosiddetta esperienza di acquisto da parte del cliente per poter così far leva su un vantaggio competitivo a scapito della concorrenza. L’acquisto retail non è più solo un acquisto atto a soddisfare un bisogno, ma diviene esperienza completa e in grado di regalare emozionalità all’acquirente. Ci sono brand che puntano forte proprio su questi aspetti, a volte quasi “trascurando” il prodotto, lasciandolo in secondo piano.

Non è un caso che, proprio grazie alla comprensione dell’evoluzione del retail, i brand siano passati da un orientamento al prodotto ad un orientamento al cliente.

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